L'ACQUARIO MARINO
ILLUMINAZIONE
|
|
Qual è la tendenza nell'illuminazione di acquari marini?
Sulla base di queste esigenze vanno scelte le sorgenti luminose, che di
solito, per soddisfare tutti i requisiti, devono essere miscelate tra loro.
Nel campo delle fluorescenti una buona soluzione si ottiene utilizzando una
combinazione di lampade ricche di blu ed anche in parte di UV (come alcune
trifosforo sviluppate per uso acquariologico) e di lampade a spettro
completo, che però devono essere ad elevata temperatura di colore (così da
contribuire anch'esse all'emissione nel blu e nell'UV). Per gli invertebrati
più esigenti è inoltre opportuno aggiungere (accendendola nelle ore più
centrali della giornata dell'acquario) una cosiddetta lampada
"superattinica", comunemente chiamata anche "luce blu", proprio perché
presenta un massimo nell'emissione attorno ai 420 nm, cioè proprio nel campo
dei blu. Il nome "attinica" indica la capacità della luce di provocare
alcune reazioni fotochimiche.
Una buona combinazione può essere:
1 lampada da 6500 K a spettro completo (Ra >90), ad esempio Osram 72 Biolux
od equivalente Philips TLD 965 (in alternativa per toni leggermente più
caldi possono andare anche le lampade a 5300-5400 K, come la Osram Lumilux
Deluxe 12 o la Philips TLD 950).
1 lampada a 10000 K (ad esempio Sylvania Aquastar o Philips Aquarelle o
Interpet Triton).
1 lampada superattinica (ad esempio Philips TL 03, Sylvania Coralstar,
Askoll Marine Glo, Belos, Bluemoon, quest'ultima con uno spettro un poco più
ampio).
Il rapporto tra queste tre lampade dovrebbe essere appunto 1:1:1. Nel caso
si vogliano mantenere solo pesci oppure si allevino invertebrati senza
zooxantelle (le alghe simbionti) allora la lampada superattinica è
superflua.
Le lampade ad alogenuri metallici sono pure molto adatte (emettendo in
pratica uno spettro piuttosto completo) e possono sostituire le prime due
lampade fluorescenti citate a patto che la loro temperatura di colore sia
superiore a 5000 K (sono accettabili ad esempio le Osram HQI/D da circa
5300-5500 K, ma le 10000 K sono meglio, mentre le 20000 K , a mio giudizio,
non rappresentano la miglior scelta). Tuttavia in molti casi è comunque
consigliabile accoppiare anche una lampada superattinica (indicativamente
per una potenza di circa 15-30 W ogni 150-250 W di lampade ad alogenuri
metallici installate). Inoltre occorre fare attenzione che le lampade siano
dotate di filtro (in pratica un vetro particolare che assorbe gli UV più di
quanto possa fare un vetro ottico normale) per bloccare gli UV di lunghezza
d'onda inferiore ai 360 nm (UV stop) che sono da considerarsi dannosi per
molti organismi.
(Di Giovanni C. Roda)
|
|