L'ACQUARIO MARINO
PESCI E INVERTEBRATI
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Con che cosa posso nutrire i miei invertebrati?
Occorre innanzi tutto capire di che animale stiamo parlando, per cui è bene documentarsi il più possibile. "Invertebrato" è infatti un termine che comprende granchi, coralli duri, coralli molli, stelle marine, seppie, cozze, anemoni, e molti altri organismi estremamente diversi tra loro. E' bene quindi distinguere e classificare bene gli animali che alleviamo.
Limitandoci ai coralli, duri e molli, che normalmente sono presenti in commercio, occorre distinguere se sono animali ermatipici o anermatipici. Ermatipici significa che vivono in simbiosi con le zooxantelle, microscopiche alghe unicellulari. I coralli ermatipici traggono la loro maggior fonte di sostentamento dalla simbiosi con le alghe zooxantelle. Queste ultime necessitano di luce per sopravvivere e prosperare. Per cui si può concludere che i coralli ermatipici... si nutrono di luce. Una forte illuminazione è la migliore "alimentazione" che possiamo fornire loro. Inutile tentare di usare cibi liquidi che sono molto inquinanti, ma inutili per questi animali.
I coralli anermatipici invece sono quelli che non dispongono di zooxantelle e che quindi vanno "attivamente" nutriti. Per essi è bene documentarsi molto bene e ricordare che in genere si tratta di ospiti di difficile allevamento.
Come faccio a liberarmi dall'Aiptasia nel mio acquario marino?
Metodi di controllo chimico:
Metodi di controllo naturale:
Qualcuno potrebbe darmi consigli su come si taglia un Sarcophyton (quello con il "piede")per riprodurlo in vasca?
Un sistema efficace è il taglio netto in orizzontale effettuato, se vogliamo
mantenere l'analogia con i funghi, alla base della cappella cioè alla
cima del gambo.
La cappella la fissi ad una roccia pulita, molto meglio se una roccia
viva, anche usando ago e filo per tenerlo fermo inizialmente. Il gambo
ovviamente resta dov'è. In questo modo ottieni due esemplari simili e
soprattutto simmetrici, mentre il taglio di un "lobo" produce storture
che è difficile correggere.
Se a qualcuno sembra rischioso sappia che per vedere nuovi tentacoli dal
gambo non passerà che una settimana, massimo 10 giorni; il tasso di
ricrescita è veramente alto.
Chi mi sa dire quali sono gli organismi presenti nel nostro mediterraneo che sono compatibili con la salinità del marino tropicale?
Il problema non è solo la salinità ma anche la temperatura. Sicuramente adattabili sono i pomodori di mare (actinia aequina), l'Anemonia sulcata, i Cerianthus ed i gamberetti Paelemon oltre ai piccoli paguri Cilibarnus ed i granchi di pozza. Credo che anche molti pesci (labridi, gobidi, blennidi, sparidi, serranidi) sarebbero compatibili, soprattutto in vasche di invertebrati che non superano i 25-25 °C. Particolarmente consigliabili per i loro colori vivaci sarebbero Coris julis (donzella), Xyrrichtis novacula (pesce pettine) e Thalassoma pavo (donzella pavonina). Per chi abita in Sicilia, c'è la possibilità di catturare i meravigliosi pesci pappagallo (Eurscarus cretensis) o pesci balestra (Balistoides carolinensis) che però sono assolutamente incompatibili con quasi tutti gli invertebrati. Eviterei invece i pesci di profondità (Anthias anthias, Macroramphodus scolopax -pesce trombetta-, etc...) ed i cavallucci.
La funzione biologica dell'invertebrato nell'acquario marino, a grandi linee, è simile a quella delle piante nel dolce?
No, in generale se parliamo di coralli simbionti, molli o duri, abbiamo a
che fare con organismi che producono molto muco e inquinano. Tuttavia,
grazie alla simbiosi con microscopiche alghe unicellulari presenti nei loro
tessuti (le zooxantelle), parte di queste sostanze "di rifiuto" vengono
utilizzate dalle alghe e non se ne escono nell'acqua circostante. Per di
più, con livelli di illuminazione via via più elevati, l'utilizzo da parte
delle aghe può essere così massiccio che l'invertebrato diventa nel
complesso proprio come una "pianta" e assorbe più nutrienti dall'ambiente di
quanti ne produca.
In modo grossolano, possiamo dire che è l'illuminazione a giocare il ruolo
di "acceleratore" del processo: di notte i coralli "sporcano", di giorno
"puliscono"; in natura il bilancio di 24 ore è positivo, ma basta un giorno
nuvoloso e torna negativo. In acquario se non hai una luce a livelli
naturali considera pure che i coralli "inquinano" e il problema di nitrati e
fosfati deve essere risolto diversamente. Se hai molta luce, come lampadine
da 400W è facile che anche con pochissime rocce vive tu abbia nitrati e
fosfati non misurabili e per di più sei "costretto" (che sfiga!) a tenere
molti pesci e nutrire molto per "sporcare" l'acqua.
Ho inserito una goniopora, che da mesi faceva
bella figura nell'acquario del mio negoziante. Ora, al quarto giorno dall'inserimento non è ancora mai stata del tutto aperta, devo preoccuparmi?
Il problema è circoscritto ad alcune specie, in particolare Goniopora
stokesi che purtroppo è la più comune. Se è una stokesi ci sono pochi dubbi:
la vita media in acquario va da 6 mesi a 2 anni e le teorie su questa morte
precoce sono varie, dalla mancanza di elementi utili a detossificare i
radicali prodotti dalla fotosintesi eccessiva (Fe e Mn secondo Sprung) alla
morte per fame (secondo alcuni studi condotti in
Australia è molto più credibile). Nella cavità gastrovascolare di esemplari
di G. stokesi si sono trovate forti quantità di fitoplancton e di
batterioplancton; il primo è praticamente assente in acquario, il secondo
probabilmente no, ma la combinazione dei due non sembra sufficiente nella
maggior parte dei nostri acquari. Gli unici riscontri di crescita di G.
stokesi si sono avuti in sistemi con filtri ad alghe (Algal Turf Scrubbers),
probabilmente per la forte popolazione planctonica tipica di queste vasche.
C'è ancora molto da scoprire.
Se invece non è la G.stokesi ci sono ottimi esempi di riproduzione asessuata
in acquario e un buon tasso di crescita, quindi non è il caso di evitare
tutte le specie del genere Goniopora.
Unica osservazione: sarebbe bene EVITARE di
acquistare la stokesi perché anche se localmente ci sono vaste popolazioni
di stokesi in natura la pressione esercitata dalla raccolta è veramente
notevole, anche perché poi è un corallo che costa poco in negozio. Ci sono
centinaia di coralli di gran lunga più robusti, che crescono molto e
permettono di fare talee, molti coralli sono di allevamento e danno lavoro
alle popolazioni locali senza incidere sulle barriere; per questo mi sembra
scellerato continuare a "commerciare" proprio le specie impossibili. Qui è
inutile dare colpe ai negozianti, sono gli acquariofili che devono capire
che non si comprano crinoidi, non si compra la Goniopora stokesi, non si
comprano pesci come il Pigoplites diachantus.
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