L'ACQUARIO MARINO
VARIE
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Che cos'è un reattore di calcio?
Il reattore di calcio (più propriamente "reattore a carbonato di calcio/anidride carbonica") è uno strumento che consente di sciogliere carbonato di calcio direttamente nell'acqua dell'acquario, mantenendo così livelli corretti di calcio e alcalinità (durezza carbonatica). Consiste in un recipiente chiuso, riempito di carbonato di calcio puro o di semplice sabbia corallina, in cui l'acqua viene fatta ricircolare tramite una pompa centrifuga; un impianto di erogazione di anidride carbonica provvede a introdurre piccole quantità di questo gas all'interno del reattore in modo da acidificare l'acqua e consentire quindi lo scioglimento del carbonato di calcio contenuto all'interno. Contemporaneamente, piccole quantità di acqua proveniente dall'acquario entrano dal reattore e ne escono arricchite di calcio e carbonati. Questo metodo è molto efficiente e cioè consente di dosare grandi quantità di calcio e carbonati nell'acquario. E' perciò molto indicato per acquari di una certa dimensione o per vasche che consumano molto calcio e carbonati.
Che cos'è uno schiumatoio di proteine?
A che altezza deve stare lo schiumatoio rispetto all'acqua?
Aeratore al massimo, e poi fai in modo che non esca schiuma nel bicchiere per tutta una notte, poi, il giorno dopo, se ancora non è salita schiuma verso la cima fallo scendere di pochi millimetri e così via. Non deve schiumare subito, ma dopo qualche ora; il concetto è questo. Se alla fine ottieni schiuma asciutta e densa che si trasforma in un liquido puzzolente marroncino è tutto ok.
E' vero che lo schiumatoio toglie gli oligoelementi dall'acqua?
Lo schiumatoio rimuove parte degli oligoelementi introdotti con alcuni additivi quando questi nella formulazione del prodotto sono legati a sostanze tensioattive e per questo il produttore indica di sovradosare. Non è vero quindi che gli oligoelementi vengono rimossi, è vero che vengono rimossi in parte quelli che aggiungi con alcuni additivi complessati con sostanze tensioattive. Se usi cloruro di stronzio per aggiungere lo stronzio, lo schiumatoio non rimuove proprio nulla, perché non ci sono leganti tensioattivi. Prendi invece le micidiali pastiglie Dupla per il KH. Se ne metti una in vasca lo schiumatoio fa i fuochi artificiali e la schiuma comincia a uscire tipo blob... Mica significa che lo schiumatoio rimuove il bicarbonato con cui è fatta la pastiglia, rimuove invece il legante usato per tenere assieme la pastiglia stessa. Ma nessuno direbbe che lo schiumatoio abbassa il KH!
Cos'è il "sistema berlinese"?
E' una filosofia di utilizzo dell'acquario marino di Barriera che fa
capo ad una scuola nata a Berlino da un certo Stuber, che fu il primo
ad allevare con successo le Acropore.
In sostanza si basa su alcuni semplici concetti: eliminare il piu'
possibile i composti della decomposizione (proteine) alla fonte,
sottraendole subito al ciclo biologico, in modo da non sovraccaricare
di Nitrati il sistema acquario.
Un acquario Berlinese, sarà quindi, a grandi linee fatto cosi':
Che cos'è un ozonizzatore? A cosa serve?
E' un apparecchio che serve a produrre ozono. L'ozono è un gas, potenzialmente pericoloso per l'uomo, che ha una funzione ossidante e sterilizzante. L'ozono è in grado di trasformare sostanza organica in ammonio/ammoniaca e di ossidare i nitriti in nitrati (NON consente invece di trasformare ammonio/ammoniaca in nitriti); è anche in grado di ossidare molecole di natura organica che sono responsabili dell'ingiallimento del colore dell'acqua dell'acquario e che solo il carbone attivo sarebbe altrimenti in grado di eliminare. La sua caratteristica d forte ossidante alza il potenziale Redox dell'acqua dell'acquario.
Per far sì che l'ozono agisca in acquario viene introdotto talvolta negli schiumatoi miscelato con l'aria. In questo modo lo schiumatoio svolge la duplice funzione di colonna di contatto/schiumatoio di proteine.
L'uso
dell'o. non è comune negli acquari domestici dove non è ritenuto indispensabile (soprattutto non lo è in un acquario "reef"), ma è piuttosto comune in impianti pubblici o impianti di stabulazione o impianti di negozi per la grande efficienza ossidante e per la capacità di eliminare il colore dall'acqua.
L'o. è pericoloso per l'uomo e particolare cura è necessaria perchè non si diffonda nell'ambiente in dosi elevate.
Devo usare del carbone attivo nel mio acquario marino? Se sì, quanto e quando?
A seconda del tipo di acquario marino e della maggiore o minore popolazione ittica presente, l'acqua tende comunque ad "ingiallire". Se osservate ad esempio un piatto bianco immerso solo parzialmente in acqua notate subito la differenza di colore tra la parte emersa e quella immersa. Questo colore giallognolo è dovuto all'accumulo progressivi nell'acqua di sostanze coloranti che derivano dalla decomposizione batterica delle sostanze organiche. Questo ingiallimento può essere eliminato con l'uso del carbone attivo che adsorbe (non aSSorbe, ma aDSorbe = cattura e trattiene chimicamente) le sostanze coloranti, i tannini e i fenoli.
Avendo il carbone attivo un'efficacia limitata nel tempo, se ne consiglia l'uso per un periodo di 4-5 giorni consecutivi, secondo necessità (mediamente ogni 30-60 giorni, utile controllare il colore dell'acqua), in quantità intorno ai 100 ml per 100 litri di capacità della vasca. L'acqua deve essere "costretta" a passare attraverso il carbone attivo: non basta che lambisca semplicemente il materiale stesso; questo può avvenire usando il carbone nell'ultimo scomparto del filtro incorporato o in un filtro esterno a canestro o comunque in modo tale che tutta l'acqua della vasca passi attraverso di esso.
Mantenere il carbone attivo "in posizione" come sopra evidenziato per più di 4-5 giorni è inutile data la forte velocità di esaurimento. Per contro non è certo che oltre a essere inutile possa essere dannoso, ma ... data l'inutilità appurata anche da prove sperimentali perché rischiare?
Alcionacei molto comuni quali i generi Xenia e Lemnalia sono particolarmente sensibili all'uso di carbone attivo, nel qual caso dosaggi e utilizzo devono essere attentamente valutati.
Vorrei avere qualche informazione sul calcio nell'acquario marino e come fare per averne la giusta quantità.
Il Calcio nell'acqua marina naturale ha una concentrazione di circa 400 -
420 mg/l. Dovresti cercare di mantenerlo entro i limiti di 350 - 450 mg/l .
Viene sottratto da tutti gli organismi che depositano calcio (coralli,
molluschi con guscio, vermi policheti, alghe calcaree come l'Halimeda o le
alghe coralline, ecc.).
Se nel tuo acquario e' basso prova a usare il metodo dell'acqua calcarea
(kalkwasser): non occorrono prodotti commerciali. Vai dal farmacista e compri 1 Kg. di calcio idrossido
puro (e' una polvere bianca). Per 1 Kg. di deve fare meno di 20.000 lire. Ti
metti i guanti di gomma (importante!). Prepari un bel recipiente per
mescolare acqua di osmosi e calcio idrossido nella proporzione di 3 g. di
calcio idrossido per litro. In realtà si scioglie circa 1,5 g per litro, ma
sovradosando siamo sicuri che la soluzione sia il più satura possibile,
anche se molto instabile. Lasci decantare per un paio d'ore, poi aggiungi
questa miscela all'acquario ripristinando l'acqua evaporata e usando un
tubicino per l'aria con un rubinetto, in modo da far cadere la soluzione di
acqua calcarea goccia a goccia. Preferibilmente, visto che l'acqua calcarea
alza molto il pH (di per sè ha pH 12,4), aggiungila la sera dopo lo
spegnimento delle luci o al mattino presto prima dell'accensione, cioè quando il pH è più basso.
Oltre ad apportare calcio l'acqua calcarea sostiene il pH e fa precipitare i fosfati (nel corso di mesi e
mesi di uso costante... intendiamoci!).
Cosa sono le rocce vive? Come sceglierle? Quante usarne?
Le rocce vive sono probabilmente il cuore di un acquario marino di barriera
e l'elemento più determinante per un buon successo. Esse sono rocce di
origine corallina, provenienti dalle acque tropicali e formatesi nel corso
degli anni dall'agglomerazione e dalla cementificazione di coralli morti,
alghe coralline calcaree e numerosi altri organismi capaci di depositare il
carbonato di calcio.
Una roccia viva non è quindi una pietra compatta come un comune ciottolo di
fiume che tutt'al più è ricoperto di alghe, ma è invece una struttura molto
porosa, ricca di fessure di varie dimensioni e ricoperta di numerose forme
di vita.
Sicuramente la superficie sarà ricoperta da alghe coralline calcaree,
dall'aspetto di incrostazioni rosa e violetto e da alghe superiori come ad
esempio Halimeda. Nelle fessure ci saranno molluschi, piccoli crostacei,
anellidi che hanno l'utilissima funzione di detritivori e di cibo vivo per
numerosi ospiti dell'acquario.
Alla funzione estetica e a quella importantissima di aumentare la
biodiversità (cioè il numero di forme di vita diverse presenti in acquario)
si affianca l'importantissima funzione di vero e proprio filtro biologico.
Una roccia viva, infatti, nelle sue infinite e capillari porosità ospita una
miriade di batteri, sia batteri nitrificanti (nelle parti più esterne che
ricevono ossigeno) sia batteri denitrificanti (nelle parti più interne e più
povere di ossigeno). Inoltre l'esercito di detritivori presente nelle rocce
vive e rappresentato da piccoli molluschi, crostacei e vermi provvede
efficacemente a trasformare detriti e sostanze di rifiuto in alimento per i
batteri. Il risultato di questa azione congiunta è una efficace
mineralizzazione, nitrificazione e denitrificazione operata dalle rocce vive
in acquario. Il segreto di questa efficacia, e il motivo per cui è quasi
impossibile da riprodurre artificialmente, risiede nell'azione congiunta e
in spazi tra loro assai prossimi di detritivori e batteri di ogni tipo.
Una tale azione ovviamente avviene se e quando le rocce vive siano tenute in
un ambiente adatto e cioè in un ambiente comunque non troppo inquinato da
sostanza organica (in quanto potrebbero collassare sotto un carico organico
eccessivo), in una vasca con un buon movimento dell'acqua che eviti anche
un'eccessiva sedimentazione sulle rocce stesse e garantisca
contemporaneamente l'apporto di ossigeno e nutrienti agli organismi viventi
nelle rocce.
Nella scelta delle pietre vive occorre pretendere di sapere l'origine delle
stesse, generalmente Indonesia e Singapore, Caraibi, Fiji, Tonga, Kenya che
il negoziante deve fornire. Le pietre vive reperibili in commercio possono
essere in un differente stadio di conservazione: le pietre giunte da diverse
settimane in negozio e che abbiano adeguatamente "spurgato" possono essere
acquistate e utilizzate subito, naturalmente sempre in una vasca non ancora
popolata; le pietre "fresche" che magari sono appena giunte in negozio
possono essere molto sporche e quindi è bene che sia delegato al negoziante
il compito di stabularle per qualche settimana.
Una quantità di pietre vive ritenuta adeguata per un acquario marino di
barriera, dove cioè queste siano il principale sistema di "filtraggio" è di
circa 1 Kg di pietre vive per ogni 4-5 litri di capacità della vasca.
Ho comprato due test, uno per i nitriti e uno per i nitrati, in uno dei due test ho trovato queste indicazioni:
"I valori indicati sotto la scala colorimetrica sono espressi in mg di
Azoto. Per conoscere il contenuto di nitriti in mg per l moltiplicare i
valori per 3,3." Questo nel test dei nitriti...
Nel test dei nitrati c'era invece una tabella con i valori della scala
colorimetrica affiancati ad altri valori ottenuti moltiplicando il valore
della scala per 4,4 e sotto c'era una formula di questo tipo:
( NO3-N )*4,4=( NO3 )
Ora la mia domanda è: le concentrazioni di nitriti e nitrati che non
dovrebbero essere superate in acquario fanno riferimento ai valori che si
trovano sotto la scala colorimetrica o a quelli che si ottengono
moltiplicando il valore della scala per il numero dato dalle istruzioni?
I composti azotati che sono di interesse per l'acquariofilo
(ammonio/ammoniaca, nitriti e nitrati) sono espressi con scale non sempre
omogenee. In particolare, gli anglosassoni, ma anche molti testi scientifici
parlano di concentrazione di composti azotati facendo riferimento alla sola
concentrazione dell'elemento azoto all'interno di uno ione che può essere
l'ammonio o il nitrito o il nitrato. I testi scientifici però specificano
sempre bene di cosa si stia parlando.
Gli europei, o meglio gli acquariofili europei, in genere si riferiscono
alla concentrazione dell'intero ione e non del solo azoto contenuto in esso.
Esempi:
"Io ho 10 mg/L di azoto nitrico (indicato come N-NO3)" significa che in un
litro d'acqua ci sono 10 mg di peso del solo azoto (N) contenuto all'interno
dello ione nitrato (NO3-) ed equivale a dire di avere 44,3 (10 x 4,43) mg/L
di ione nitrato (NO3-).
"Io ho 0,01 mg/L di azoto nitroso (N-NO2)" significa che in un litro d'acqua
ci sono 0,01 mg di peso del solo atomo di azoto (N) contenuto all'interno
dello ione nitrito (NO2) ed equivale a dire di avere 0,0329 (0,01 x 3,29)
mg/L di ione nitrito.
Quindi per riassumere:
1 mg/L di N-NH4 => 1,29 mg/L di NH4+
1 mg/L di N-NO2 => 3,29 mg/L di NO2-
1 mg/L di N-NO3 => 4,43 mg/L di NO3-
Comunemente in Italia tra hobbysti si fa sempre riferimento agli ioni,
quindi ad ammonio, nitriti e nitrati e non al solo peso dell'azoto.
Quindi quando un europeo dice di avere 50 mg/L di nitrati fa schiattare di
colpo un americano che crede che l'europeo ne abbia una quantità mortale!
Cos'è un reattore Nilsen?
E' un accessorio progettato da Alf Nilsen che serve a miscelare acqua dolce e idrossido/idrato di calcio da somministrare nella vasca allo scopo di mantenere adeguati livelli di calcio e alcalinità totale nell'acquario marino.
Che cosa è una sump?
Praticamente la sump è un altro "acquario" sotto o a fianco
della vasca principale, nasce dall'esigenza di dover installare tutti i vari
accessori, schiumatoi, percolatori ecc., in qualche posto. Quindi qualcuno ha detto: ma io faccio
uscire l'acqua dalla vasca, la tratto e poi la ributto in vasca.
Quindi o fori la vasca e metti il "pozzetto di tracimazione" che poi non è
altro che un tubo tipo troppo pieno che ti fa cadere l'acqua per caduta
nella sump dove sono presenti i vari accessori per trattare o ti
compri/costruisci un troppo pieno esterno che ti permette di tirare via
l'acqua dalla vasca e con un tubo di immetterla nella sump.
Poi dalla sump c'è una pompa adeguata,di solito 3 volte il volume d'acqua, che ti
ributta acqua in vasca.
Come faccio ad eliminare le planarie dal mio acquario marino?
I due prodotti che qualcuno ha testato e che funzionano nella lotta
alle planarie sono il Concurat (un prodotto antelmintico per cani e
gatti NON in vendita in Italia) e l'OOdinex della ESHA. L'efficacia di
quest'ultimo prodotto è stata scoperta casualmente da uno dei
partecipanti al N.G. ed io non ho fatto altro che verificarne l'efficacia.
Facciamo alcune premesse: pare che le planarie, morendo, producano delle
tossine per cui, prima di iniziare il trattamento, è opportuno aspirarne
quante più possibile; che è opportuno avere in funzione un ottimo ed
efficiente schiumatoio; che è opportuno fare un paio di consistenti cambi
d'acqua prima di iniziare il trattamento approfittando dell'occasione per
aspirare il maggior numero di planarie possibile; che è opportuno avere
dell'ottimo carbone attivo pronto per l'uso.
Una volta "preparata" la vasca al trattamento (quindi dopo aver eseguito
quanto sopra), si esegue un trattamento con OOdinex come se si dovesse
curare l'oodinium. Il prodotto dovrà essere dosato come da istruzioni
della casa produttrice e, terminato il trattamento, si dovrà eseguire una
filtrazione su carbone.
Avvertenze:
1) accertarsi che il prodotto sia OOdinex della ESHA e non Odinex della
HW (quest'ultimo mortale per gli invertebrati in quanto a base di rame);
2) calcolare il volume NETTO di acqua della vasca;
3) in caso di sovradosaggio (o in caso di sofferenza degli invertebrati a
causa delle tossine delle planarie morte) effettuare una immediata
filtrazione con carbone e ripetere il trattamento quando gli invertebrati
si sono ripresi.
4) prepararsi a ripetere il trattamento in caso di ricomparsa anche di
poche planarie (di solito dopo il secondo trattamento non si
ripresentano più).
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